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Superati i due gradini, si giunge all'altare maggiore, dove sono poste le sculture lignee cinquecentesche di due Angeli; molto probabilmente le sculture erano parte integrante dell'antico altare ligneo. Secondo la liturgia tradizionale, sul primo di questi gradini coloro che sono sull'altare non dovrebbero inginocchiarsi, infatti il colore nero del marmo rimarca il passaggio tra ciò che sta in basso e ciò che è in alto, il confine tra l'umano e il sacro. Ai lati dell'altare ottocentesco, nella parte superiore, due grandi dipinti, posti uno di fronte all'altro, rappresentano l'Ultima Cena e la Consegna delle chiavi a san Pietro; il catino absidale è abbellito da immagini delle tre virtù teologali (Fede, Speranza e Carità), realizzate dal pittore Luigi Valtorta nel 1923.
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