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La pala seicentesca è un dipinto su tela di sagoma ovale di cm 148 di larghezza e 197 di altezza, eseguita probabilmente verso la fine del ‘600 da pittore ignoto. Il dipinto, prima del restauro, presentava sia nella parte posteriore che anteriore vaste chiazze di muffe. La tela era ondulata e nello strato pittorico si riscontravano numerose mancanze, che lasciavano scoperte stuccature di vario spessore. Il telaio presentava deformazioni e segni evidenti della presenza di parassiti del legno. Il dipinto staccato dal telaio è stato trattato più volte con prodotti adeguati per l'eliminazione delle muffe e conservazione della tela. Il telaio è stato trattato con tarmicida e quindi morsettato ad un piano. Con il restauro sono state rifatte le stuccature ed infine ritoccate le mancanze, rispettando sia lo strato pittorico che una certa consunzione del tempo. La cornice presentava minime tracce di oro zecchino sotto lo strato gessoso visibile non originale, sul quale la doratura, messa posteriormente, si sfaldava in numerosi punti. Con il restauro si è deciso di intervenire con una completa rimozione dello strato gessoso non originale, che, essendo di spessore sproporzionato, comprometteva una giusta lettura delle eleganti modanature della cornice. Il restauro è stato eseguito da Laura Belcredito, Francesco Marelli e da Sergio Colombo. Nella composizione si leggono due eventi ben distinti: in alto a sinistra sant'Anna, prossima a partorire, al suo fianco il marito Gioacchino; in basso, nella scena centrale, Maria è assistita da donne intente a preparare dell'acqua e a scaldare dei panni. Le due scene sono collegate dalla figura di un angelo, posto al centro della scena, che indirizza lo sguardo verso i due momenti. Tutto avviene sotto l'occhio protettore di Dio.
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